giovedì 15 novembre 2018

Un nuovo spazio-atelier per Les Friches, nel cuore delle Fosse!


Les Friches secondo il fotografo Marco Biancucci
Venerdì 28 ottobre 2018 abbiamo aperto uno spazio polivalente, nel cuore delle Fosse (via Bianchini 1/3), quartiere storico di Macerata, all’interno dei locali che hanno ospitato un circolo per anziani. Da Villa Ficana, dove per anni abbiamo fatto vivere un atelier all’interno di una delle tipiche case in terra cruda, l’associazione si affaccia ora su uno dei quartieri più interessanti della città. Un tessuto sociale variegato e coeso, popolare e multietnico, fa da contorno ai nostri molti volti. Le due anime de Les Friches, quella che promuove la creatività, la manualità, il gioco spontaneo e l’esplorazione dello spazio urbano attraverso la progettazione di attività laboratoriali e formative per bambini ed adulti, si fonde con  quella più estrosa di etichetta di prodotti di eco-design (Les Friches |fattoamano), “pezzi unici” ideati, progettati e realizzati a mano, dando vita ad originale spazio/atelier, che si configura come “struttura connettiva” di ricerca e sperimentazione. 
Un’idea interdisciplinare che, attraverso manualità e creatività, avvicina la ricerca e la progettazione, l’attività laboratoriale e la formazione, alla realtà urbana e sociale del quartiere. L’obiettivo è quello di creare uno spazio aperto e polivalente nella città di Macerata rivolto alle bambine e ai bambini, come soggetti attivi, e agli adulti (genitori, educatori ed insegnanti) nella fase educativa-pedagogica ad essi rivolta.
Visitare il nostro atelier è interessante anche per alcuni arredi che abbiamo progettato e realizzato ad hoc per lo spazio, e per gli oggetti di design “Les Friches|fattoamano”  che sono in esposizione. 
Abbiamo aperto inoltre con un programma già molto importante: il 30 novembre e l’1 dicembre la Dottoressa Susanna Lapponi terrà il  workshop formativo “L’intelligenza numerica nella prima infanzia: tappe di sviluppo e percorsi di potenziamento“. Rivolto ad insegnanti ed educatori delle scuole di ogni ordine e grado (in particolare dei nidi d’infanzia e delle scuole dell’infanzia), studenti universitari, dottorandi e neolaureati, il corso vuole evidenziare come l’intelligenza numerica sia innata e che le basi della matematica si sviluppino nella fascia da 0 a 6 anni.
Mentre sotto Natale (da giovedì 13 a mercoledì 19 dicembre) avrà luogo QUIsSI FA!, un interessante evento che ospita una serie di workshop per adulti  finalizzati alla realizzazione dei regali natalizi, mettendo a disposizione dei partecipanti materiali ed utensili. In quei giorni sarà inoltre possibile
acquistare dei doni scegliendo dall’ampia e variegata produzione de Les Friches | fattoamano per un Natale nel segno di #LesFrichesStyle.

lunedì 15 ottobre 2018

SCIAME: progettazione partecipata e autocostruzione a Pievebovigliana


Il weekend del 5.6.7 ottobre ci ha ritrovato alle pendici dei Monti Sibillini per SCIAME in festa, in un piccolo borgo  duramente colpito dal sisma del 2016, Pievebovigliana.  Il contesto, unico e particolarmente suggestivo, ha accolto, nell’anno scolastico 2017-2018, un percorso di progettazione partecipata e autocostruzione(S.C.I.A.M.E. Spazio Costruito Insieme Aperto a Molteplici Esperienze)che per un anno ha coinvolto i bambini dai 3 ai 14 anni, ospitati dentro una struttura prefabbricata. Oggetto dell’intervento è stato lo spazio esterno di questa scuola temporanea. La nostra associazione e le architette de La città bambina di Firenze, grazie al finanziamento di un privato, hanno lavorato un anno sui desideri e i bisogni dei bambini per ripensare il giardino. 

Incontro con il personale dell'ufficio tecnico comunale
Progettazione in aula
Restituzione della progettazione in aula
Questi giorni di inizio ottobre sono stati una preziosa occasione per ripercorrere il percorso fatto e riflettere insieme alla comunità sull’incredibile capacità che alberga in dinamiche di questo tipo. Le tappe di progettazione partecipata, differenziate  per età, competenze e interessi, hanno portato, a metà maggio, a cinque giornate di autocostruzione, durante le quali, grazie al prezioso aiuto degli abitanti, siamo riusciti a realizzare degli arredi-gioco e contesti di educazione ambientale. 
Giornata di cantiere simulato
Giornata di cantiere simulato
Restituzione alle famiglie degli input del cantiere simulato e presentazione delle giornate di cantiere
I dispositivi  sono frutto di un’analisi attenta e ponderata delle esigenze emerse dai bambini, con una matrice pedagogica chiara: il bambino è costruttore attivo del suo apprendimento attraverso il gioco libero e la libera esplorazione. Tenendo fermo questo principio, si sono progettati interventi semplici e intuitivi, capaci di stimolare l’autonomia del bambino e la sua spontanea ricerca, di dialogare con il contesto ospitante e snelli da realizzare da mani poco esperte. In processi di questo tipo, centrale è la relazione con la comunità. 

Giornate di cantiere
Giornate di cantiere
Giornate di cantiere
Giornate di cantiere
Giornate di cantiere
Giornate di cantiere
La scuola non è un’isola, non è un edificio a sé stante che non dialoga con il territorio nel quale è inserito; concepire la scuola come uno spazio di relazione è importante per portare avanti una pedagogia sociale consapevole e una nuova idea sia di servizi educativi che di città. La progettazione partecipata e l’autocostruzione sono elementi chiave di un percorso di riappropriazione degli spazi pubblici, specialmente in un contesto come quello di Pievebovigliana post-sisma. Il progetto SCIAME porta avanti l’idea che dalla condivisione di idee e percorsi possa nascere una città più a nostra misura, e per questo da noi cittadini più vissuta e tutelata.
 

Giornate di festa ed esplorazione
Giornate di festa ed esplorazione
Giornate di festa ed esplorazione
SCIAME super dance
Questi tre giorni di festa e confronto, conclusivi del progetto, hanno portato a Pievebovigliana professionisti nazionali ed internazionali della rete informale SLURP (Spazi Ludici Urbani a Responsabilità Partecipata)di cui noi facciamo parte, per festeggiare insieme agli abitanti quanto si era fatto e arricchire ulteriormente lo spazio di altri interventi partecipati.  Una festa, uno stare insieme, un condividere, un mettere in comune, un vivere spazi e ricordi. 
Insieme agli abitanti delle casette è stata costruita anche la festa “Sciame Super Dance”. Una festa - sottolinea Anna Lisa Pecoriello de La Città Bambina-, ispirata alla danza che usano le api per comunicare tra di loro e che è stata un po’ la metafora che ci ha portato a chiamare “Sciame“ tutto il progetto. Pievebovigliana è la città del miele, la parola richiamava allo stesso sciame sismico ma sciame, significa anche comunità e dunque possibilità di ricostruire”.
Bisogna quindi tener conto che la ricostruzione passa anche, e soprattutto, attraverso la partecipazione e l’ascolto delle esigenze degli abitanti di tutte le età. 


Alcuni lavori realizzati durante le giornate di festa ed esplorazione
Alcuni lavori realizzati durante le giornate di festa ed esplorazione
Alcuni lavori realizzati durante le giornate di festa ed esplorazione
Ospiti di eccezione di quei tre giorni: i collettivi Senzastudio + Todo + LemurLaboratori D'emergències Urbanes (Sicilia/Barcellona) e Valeria Muledda/Studiovuoto

mercoledì 2 maggio 2018

Con il workshop "Fuori.Bambino.Rischio" parte il progetto QUIsSI CRESCE!


Con un nostro workshop "Fuori.Bambino.Rischio", mercoledì 11 aprile, presso l'aula 4 dell’Università degli Studi di Macerata (ente partner) ha preso il via QUIsSI CRESCE!(*). Questo incontro formativo era aperto a tutti i soggetti coinvolti, direttamente e indirettamente, dalla nostra azione: insegnanti e genitori delle scuole dell’infanzia “Via Cardarelli”, “Via Pace” e “Via Spalato”, educatrici e genitori dei cinque nidi comunali della città di Macerata, i componenti del “tavolo 0-6 anni”, i tecnici, dirigenti e amministratori comunali, e tutti i partner del progetto.  Dopo una breve introduzione dell’Assessore alla Cultura, Stefania Monteverde, il workshop è entrato nel vivo. 



In sintonia con il nostro modo di lavorare, inclusivo e partecipato, abbiamo chiesto ai tanti partecipanti di scrivere su di un post-it cosa si aspettassero dal progetto.
“Dal progetto vorrei avere spunti educativi su come poter utilizzare lo spazio esterno per fini didattici in tutti i mesi scolastici.” “Progettare e realizzare nuovi spazi con attenzione alla flessibilità e all’ambiente.” “Mi aspetto che noi adulti iniziassimo a lavorare sulle nostre resistenze sul portare i bambini fuori, soprattutto durante la stagione invernale.” “Come sfruttare realmente e materialmente gli spazi aperti per i nostri bambini?” “Guardare lo spazio all’aperto colme una risorsa e con occhi nuovi.“  Queste alcune delle risposte emerse nella prima fase dell’incontro dalle quali, subito, emergono l’entusiasmo e la volontà di vivere gli spazi aperti dei servizi educativi in maniera rinnovata considerando centrali il bambino e la sua autonomia. 



 
A questa prima fase di monitoraggio ne è seguita una che abbiamo definito "Train Storming"(prende spunto dal termine brainstorming combinato con la velocità del treno). 
Giravano tra le postazioni tre fogli con su scritto: Fuori,Bambino, Rischio e la libera associazione ha portato, come ultimo termine, rispettivamenteLeggere, Ordine, Gioco. Un’allegra associazione concettuale che ha dato vita a strane e divertenti connessioni restituendo, con leggerezza, la diversità dei soggetti coinvolti.
Dopo questo secondo momento i tre temi del Train Storming sono stati oggetto di un momento, di confronto e dibattito, pensato secondo le modalità del world caffè.





Questa modalità intuitiva e collaborativa ha messo a confronto tutti i partecipati, diversi fra loro per età, formazione, ruolo e personalità.  I risultati di questo momento sono stati poi condivisi con tutti dai responsabili di ciascun  gruppo, e da questa restituzione è emersa la varietà di opinioni e la ricchezza dei tanti pensieri.   





Ogni partecipante, durante le ore del workshop,  ha avuto modo di esprimere la propria opinione e di lasciare il proprio contributo, di connettersi con gli altri e di entrare con semplicità sia nei vari argomenti del progetto sia nel #LesFrichesStyle (il particolare approccio che caratterizza le nostre azioni). 


venerdì 23 febbraio 2018

QUIsSI CRESCE!_un bilancio dopo due anni di attività



Martedì 6 febbraio si è tenuta, negli spazi del nido d’infanzia Mi e Ma, una riunione tra tutte le parti coinvolte nel progetto QUIsSI CRESCE! per fare un quadro di questi due anni appena trascorsi.
Oltre noi, Les Friches, quindi, erano presenti, le educatrici dei cinque nidi d’infanzia comunali di Macerata, i rappresentati dei genitori, la coordinatrice pedagogica, Marzia Fratini,
il dirigente ai servizi alla persona, Gianluca Puliti il responsabile dell’ufficio tecnico ambiente, Giovanni Romagnoli e l’assessore alla cultura e vicesindaco Stefania Monteverde



Partendo dalle parole chiave che hanno dato il via al progetto nel dicembre del 2015  (Fuori, bambino, limite, natura, esperienza, gioco, rischio) si è introdotto un pomeriggio di riflessione comune sul percorso progettuale fatto e su quei “cambiamenti” nati da un comune processo partecipativo e formativo. A mutare non sono solo i luoghi o i pensieri, ma anche  gli approcci, gli atteggiamenti, le relazioni con il contesto, con l’altro e con il Fuori.



QUIsSI CRESCE! si fonda su un percorso partecipato e su delle specifiche tematiche che sono emerse in quel pomeriggio di confronto. “La sicurezza, il benessere dei bambini e delle bambine e la possibilità per quest'ultimi di vivere sempre più esperienze all'aperto a contatto con materiali naturali, in contesti destrutturati, che stimolino la loro curiosità, autonomia, motricità e creatività, possano essere favoriti e garantiti da patti di corresponsabilità tra adulti (genitori, educatori, tecnici, amministratori)”.  Da questo momento di confronto collettivo tra i diversi soggetti coinvolti risulta “necessario e importante creare occasioni di incontro e confronto tra gli stessi adulti che dovrebbero essere corresponsabili delle opportunità educative offerte ai bambini e della loro libertà, per creare nuove consapevolezze e giungere a patti”. È inoltre emerso come “la valutazione del rischio è il primo patto che si dovrebbe stringere tra adulti corresponsabili in quanto processo di valutazione complementare e funzionale alle opportunità offerte ai bambini, dovrebbero essere il frutto di incontri di riflessione congiunti per arrivare alla stesura di un documento chiaro e trasparente che metta in luce grado di sicurezza, rischio e libertà offerte ai bambini.”
 

QUIsSI CRESCE! è, anche, un buon esempio di pedagogia sociale, di un progetto finalizzato ad una responsabilità comune e a relazioni al di là del bambino, ma funzionali al suo sviluppo e al suo benessere. Servizi educativi che mirano all’autonomia: così inteso il nido assume la caratteristica di elemento di una comunità più vasta che si impegna nella crescita culturale e nell’educazione dei suoi membri con interventi che promuovono abilità e competenze il più possibile rispondenti  alle esigenze del contesto sociale. Partire dai servizi educativi e dal Fuori per arrivare alla comunità e al territorio.



Il testo virgolettato è tratto dal verbale di questo incontro redatto dalla coordinatrice pedagogica dei Nidi d’Infanzia Comunali di Macerata, Marzia Fratini.